La casa riprende il suo aspetto abituale e lo manterrà fino al prossimo dicembre. I bambini, invece, sembrano diversi. Quasi che la ripresa dei ritmi normali permettesse di fissare come in una fotografia i cambiamenti che, nell’incessante scorrere del tempo, passano inosservati.
Vedo Mi che cresce e si diverte con i suoi giochi vecchi e nuovi, curiosa e sveglia, in modo sempre più consapevole. La vedo inseguire i suoi fratelli maggiori, che la aspettano e la invitano a partecipare alle loro scorribande e rendersi complice delle loro marachelle. Ride, scherza, ma sa anche farsi rispettare e difendere i suoi spazi e i suoi giochi con le unghie, quando è necessario, e non le piace affatto essere presa in giro.
Osservo Sol che non sembra proprio vivere come un problema l’essere il figlio di mezzo. Si divide fra i giochi “da grandi” con il fratello maggiore e la vicinanza che la sorellina ricerca spesso e lui concede volentieri. Vivace, spiritoso, tenace, razionale, Sol sta maturando anche fisicamente e sta diventando un bambino grande, con i suoi giri di amici e la sua vita autonoma.
Da ultimo, il più cambiato, Re. Tutt’altro che asciutto, come da un Re ci si attenderebbe, è molto compreso nel suo ruolo di figlio maggiore, di ometto che sta crescendo e che si prende cura dei fratellini e qualche volta si preoccupa anche per i genitori, di scolaro diligente che si impegna e fa molto bene, ma a volte si lascia scappare qualche distrazione di troppo, e non se lo perdona.
Iperbolico, responsabile, brontolone, affettuoso, scontroso, simpatico, impaziente, compagnone, brillante, convinto di avere sempre ragione, salvo poi rimuginare in ombrosa solitudine sulle lezioni che la vita gli impartisce, Re assomiglia pericolosamente (per lui) a suo padre Do minore da piccolo. Speriamo che anche lui riesca, crescendo, a smussare qualche spigolo del carattere e, se proprio deve cambiare, diventi un bel Do diesis, e non tignoso come un Fa.
La luce che brilla nei suoi occhioni verdi quando sorride allegro mi pare un buon segnale.
