Ieri sera sono rientrato a Milano, dopo alcuni giorni di vacanza trascorsi al mare con la famiglia di note. Momenti utili a rilassare la mente, ma spesso faticosi dal punto di vista fisico.
Il trasferimento al mare è sempre impegnativo, sia perché la vita domestica va organizzata in una casa più piccola, sia perché le ore in spiaggia con tre bambini e i loro giochi, corse, bagni in mare, richiedono attenzioni costanti.
Ogni volta che ritorno a casa per le mie settimane estive da padre single, mi ricordo il commento di un vicino d’ombrellone, che ha descritto la condizione del papà solo in città come “triste, ma comoda”.
Anche quest’anno, in cui finalmente le mie vacanze assomigliano più a un riposo che a un lavoro, sarà così.
La mia famiglia mi manca tanto, ma il silenzio e l’ordine un po’ tristi di una casa spaziosa, per qualche settimana, si possono sopportare.
Mentre si può leggere o fare qualche esercizio di musica prima dell’ora della nanna. Oppure vedere qualche amico che, con i normali ritmi di vita, non si riuscirebbe a incontrare. O tirare tardi in ufficio senza creare problemi a casa.
La telefonata della buonanotte con Si bemolle è la conferma che il destino favorisce i padri che lavorano in città. Sarà la lontananza, saranno motivi diversi… ma alla fine contiamo sempre i giorni che ci separano dal weekend!